L’acquazzone non frena la strada dei futuri monsters, ci si riprova due giorni dopo, ci si ritrova in 10: Reno, Malaman, Debora dj, Miro, Solocowie, Die, Rex, Mastino, Rebel e Ghirotta, più 4 spettatori: 3 feriti e vesciche come se piovesse! Non ci si conosce per nome, solo per nick; si associa per la prima volta volto a vaccate scritte sui forum, ma ci si diverte, con una stecca scheggiata e un paio di vecchi pattini dalle ruote a fetta di salame, al parchetto comunale di Corsico, in mezzo alle famigliole e agli immigrati che aspettano che ci leviamo dalla pista per entrare con il loro lercio pallone. Ma chi sono quelli? Sono gli sguardi dei passanti tra stupore e compassione, come per dire: ma perché non giocano a calcio o si drogano come tutti gli altri? Perché i monsters non sono come tutti gli altri. Si ritorna a casa sfatti come dopo la ritirata di Russia; non avendo la macchina, Malaman torna con l’ultima metropolitana sdraiato sui sedili, e dalla fatica si narra faccia la doccia seduto. Gli altri non sono da meno: abituati a stare tutto il giorno da anni davanti al computer, inserendo l’esageratore il giorno dopo avrebbero perso una gara di corsa con dei bradipi. Con l’acido lattico delle gambe si potrebbe riempire un barattolo, ma il divertimento è stato troppo: si replica anche il giorno seguente, 24 ore dopo. Ritrovo all’Agorà (che avevamo salutato ridando l’appuntamento a settembre ma che invece continuava ad essere il nostro punto fisso) ore 21, in “pista” alle 21.30. La partitella dei reduci della sera prima vede la sfida tra Andipag, dj, Doctor Jackyl e Malaman contro Die, Rex, Mastino e Reno. “Arbitra” nientepopodimeno che Alo (coadiuvato da Albertone scazzato giudice di porta), fuori condizione e posizione, ad ogni ingaggio sembra che faccia canestro, mai visto un arbitro che fuma e beve. Stessa cosa per Andipag, solo con pattini e stecca (caricati sul motorino a mo’ di Don Quichote) ma con già la voglia di difendere la gabbia dei monsters: Bacardi Breezer in una mano, stecca nell’altra, sigaretta in bocca e tiratemi pure addosso. Nella notte del parchetto, tra tossici e spacciatori, solo il rumore delle nostre stecche, richiamando altri frequentatori del palaghiaccio, amici e utenti del forum, spinti dalla curiosità delle discussioni via via più entusiastiche, come si stesse commentando una finale di Stanley. L’hockey professionistico non esisteva più, sulle pagine di hockeytime c’era solo il campetto di Corsico. La famiglia si allarga a dismisura: arriva Develon (“ho rubato i pattini a mio fratello perché i vostri racconti mi hanno fatto venire la voglia di giocare”), Ritmo senza nemmeno mezza ginocchiera, Demu (“dopo il volo 180° di Rex non ho mai riso tanto in vita mia, voglio giocare anch’io”), il Mastino Junior invogliato dopo essere stato portato una sera dal fratello a vedere, in “balaustra” Bragnalo e Atahualpa con tanto di striscione “Buccinasco presente”, Albertone, Homungus, CP e consorte. Quello che ne era venuto fuori non era ancora lontanamente somigliabile a una squadra, ma il divertimento era assicurato. L’attrezzatura d’emergenza di tutti (il caschetto da minatore di Malaman o i guantini da ciclista di Rex, come pure le usurate ruote dei pattini che esplodono), i voli in triplo axel di BaRexsnikov, dovuti anche dall’asfalto sconnesso e pieno di rametti degli alberi, le entrate a bastone alto altezza collo di Reno, l’esordio di Demu (pronti-via, intervento su Frankie, spaccato), i battibecchi tra Reno e la Debora, la vestizione sull’autobus di Malaman per non perdere tempo, i dischi persi nel prato o finiti in mezzo agli occhi di qualche improvvisato spettatore, i braccio di ferro con gli ecuadoreñi per la pista (10 minuti per uno), i tentativi di insegnare a chi non era capace di pattinare, da parte di chi a sua volta non era capace di farlo. La domenica è appuntamento fisso a Corsico, a sfrecciare sui vialetti tra la balera, il bar in cantiere di Tony, le mamme coi passeggini e gli anziani con il bastone, ma non da hockey. Ritrovo ormai fisso, Agorà ore 15. C’è Jason Trinetti con i pattini. “Vieni a pattinare con noi?” “Perché no?” “Ti diamo un passaggio in macchina noi”. “Ma devo tornare per le 17”. Alle 18 Trinetti si avvia per il viale Lorenteggio in pattini… Forse è monster anche lui…