L’agosto porta un periodo di relativo riposo sui pattini, di completo devasto la sera per i pub. Per ognuno di noi c’è un obiettivo, per la prima volta non è l’inizio del campionato di hockey su ghiaccio, ma è il nostro giorno di esordio: quel 6 settembre pronunciato praticamente ogni sera, in ogni uscita. L’emozione di uno scolaretto il suo primo giorno di scuola. Nemmeno l’amichevole del Trofeo Trapanese col Salisburgo frena la voglia di allenarsi e migliorare, in 6 ma pur sempre in pista, sotto il tendone dello Sport Village. E’ l’inizio di una stagione lunga e faticosa: due sere a settimana in pieno inverno dedicate all’inline, uscire dalla pista a mezzanotte, e dagli spogliatoi verso l’una, con la testa bagnata e intorno la neve. La macchina da disappannare e fare partire, si mette in preventivo di dormire lì, tanto l’ufficio è vicino, se non fosse per la valigia da disfare a casa, ma dopo la tappa alla pizzeria malavitosa o al rancido fast food. Le occhiaie della mattina dopo. Strada facendo arriva una nuova pedina, thr, scende finalmente in pista Diniz e il Porc, alle sue prime armi come andasse in giro con le pattine; viene convinto finalmente anche Bragnalo. E finalmente arriva il grande giorno: 13 marzo 2005, la prima amichevole dei Monsters, contro gli hotwings. L’emozione dell’attesa spappola le gambe dei mostri: c’è un vero arbitro, un vero pubblico (mezzi ex Ultras Milano), abbiamo tutti le stesse maglie, e non vergognosamente diversa l’una dalle altre. Qualche aggiunta nel roster (Pioldi, Gadfly e qualche Red Ratz) ma sostanzialmente la prima uscita degli ex spammer di Corsico. Al momento dell’appello si ridacchia… dopo un anno si sentono nomi e cognomi delle persone che hai visto più di tua madre o della tua fidanzata, ma che chiamati così non conoscevi affatto. Non sono mai esistiti Carnelli, Carnielli, Cereda o Negro, solo Doc, Vocione, Porc e Bagnalo. Segna due volte Power Metal e una Malaman: finisce 4-3 ai rigori, decisivo quello di Ritmo. Una partita come le altre per i rodati nostri futuri partner-team, un vero sogno realizzato per i Monsters. L’entusiasmo del post partita soverchia gli oggettivi limiti tecnici: la possibilità di giocare il girone di semifinale di Coppa Italia il 10 giugno 2005 è un obiettivo troppo entusiasmante per soffermarsi a pensare di non esserne all’altezza. La prima difficoltà si presenta il 30 aprile al momento della visita medica di Seregno per l’abilitazione atletica: se si è monster lo si è in ogni momento. Chi esce provato dopo l’esercizio del cubo, chi non riesce nemmeno a finirlo, a chi viene detto che praticamente respira con un polmone solo, chi ha il terrore che nelle analisi venga rilevata traccia di qualche sostanza poco ortodossa… I risultati sarebbero scoraggianti per chiunque: un gruppo di catorci, due dei quali con probabili problemi al cuore. L’animo deviato dei monster non si corregge nemmeno di fronte al dramma: persino in questi casi non si riesce a rimanere seri, si scherza anche sui due cardiopatici, fino al responso liberatorio dell’holter.